Lampioni che sparano un giallo fioco, una bottiglia in terra e un carrello della spesa pieno di quello che la gente non pensa più.
Poco lontano una barba dura e scura come il legno, mani che i calli hanno fatto dimenticare cosa vuol dire una carezza, capelli che dicono del tempo che passa, un corpo che non ha più parole da raccontare, il freddo nelle ossa e caviglie a trasportare ricordi e impressioni ormai difficili da condividere.
Un muro a regalare un'ombra che parla e sorride, vecchia amica della notte, culla i pensieri chiama le nuvole che la luna accompagna assieme a gabbiani , voce roca a entrare in un labirinto simile ad una prigione, vita clandestina, cartoni a riparare dal freddo, una casa di carta , finestre aperte a lasciare che sogni e ricordi escano ed entrino aprendo i cassetti del mattino facendo uscire i segni di leggera follia che una latta riflette credendo di essere uno specchio.
Bugie che arrivano alle orecchie dimenticando parole e persone, un sorso di veleno da una bottiglia con un veliero all'interno, il pegno di volere ancora ammalarsi di illusioni.
Una strada, gente che apre ombrelli e l'acqua a sciogliere quella cenere che il cuore genera, una mano aperta, la voglia di spiccioli e un mozzicone di sigaretta a tenere vivi pensieri di tempi passati.
Lo sguardo che ricorda che sei orfano di luce, che hai il buio dentro, che la speranza è andata via da tempo, un viaggio senza meta , le scarpe che sembrano petali di fiori svolazzanti .
Vetri appannati, un forte odore di caffè, un giornale che una volta leggevi e oggi serve a coprire da quel freddo che non ti tocca solo le ossa....una preghiera che combatte con la voglia di cambiare e Dio salvi la regina ....ma non serve a niente, il silenzio accompagna l' indifferenza, passa il tempo ma tutto è sempre uguale, ti ricordi dall'altra parte della terra un anello al dito, fotografie, una strada, una pistola, muri che parlano da soli e note taglienti da una chitarra che sembra chiamarti...." hey joe"....un treno, città a seguire, odore di ferro e fieno, tabacco a nutrirti e dita che diventano gialle, vorresti dormire con un orso blu stretto alla guancia, ....no è solo sudore, foglie che cadono e un altro inverno a scherzare con le tue ossa....petali di pensieri , un fiore che parla di morte e dolore, sei un personaggio, la chitarra continua a confezionare note che non sono lettere d'amore...."hey Joe" torna nella canzone, non lasciarci tristi a pensare.....
Da qualche parte un sacco nero, poi un camion ....pouf.....sparito.....
giovedì 16 giugno 2016
domenica 6 marzo 2016
L'acrobata
Salsicce e lattine....gli occhi verso l' alto, una fune da un palazzo all' altro... sole a regalare luce.
il tempo passa , voci che si rincorrono, cuori che accellerano e mozziconi che volano sull'asfalto.
Musichetta, voce da un microfono, adesso....
Un'asta lunga....canottierina aderente, talco cbe accarezza mani e scarpette......
teste che dal basso girano verso l'allto, testa che dall'alto non gira verso il basso...
Un piede avanti e l'altro a seguire....asta che muove come ali e la concentrazione a non far respirare....
come una danza, un due tre, un due tre......
sotto, la gente non parla più, sospironi a salire quando vedono l'asta che gira e muove strana....
Metà percorso e pensieri che si mischiano....un cocktail di emozioni si fa largo e sembra prendere per mano l'acrobata......i metri sembrano finire....una piccola svista , l'asta che muove impazzita......la gente che urla apprensiva....una tensione che neanche un coltello riuscirebbe a tagliare....il sole a costringere mani a posarsi sulle fronti per vedere meglio.....
un due tre, un due tre......il ritmo è tornato, la paura è in agguato ma la strada è quasi finita....
Applausi a liberare la tensione...sigarette e scrivere l'aria...qualche lacrima per i più sensibili....
Dall' alto le mani coperte di talco a salutare e ringraziare.....sotto: un cappello a girare tra la gente cercando spiccioli, la vita in discussione per sfide tra le nuvole e un pezzo di pane..
Freddo nelle parole ....incanti a proteggere il cuore....il tempo di partire, il tempo di restare e pezze di coraggio a coprire tagli nel vestito della vita....una sfida che un 'asta aiuta a cercare di vincerla....
Una valigia, sogni tra le cerniere, un'altra città, sempre una fune da percorrere......
il tempo passa , voci che si rincorrono, cuori che accellerano e mozziconi che volano sull'asfalto.
Musichetta, voce da un microfono, adesso....
Un'asta lunga....canottierina aderente, talco cbe accarezza mani e scarpette......
teste che dal basso girano verso l'allto, testa che dall'alto non gira verso il basso...
Un piede avanti e l'altro a seguire....asta che muove come ali e la concentrazione a non far respirare....
come una danza, un due tre, un due tre......
sotto, la gente non parla più, sospironi a salire quando vedono l'asta che gira e muove strana....
Metà percorso e pensieri che si mischiano....un cocktail di emozioni si fa largo e sembra prendere per mano l'acrobata......i metri sembrano finire....una piccola svista , l'asta che muove impazzita......la gente che urla apprensiva....una tensione che neanche un coltello riuscirebbe a tagliare....il sole a costringere mani a posarsi sulle fronti per vedere meglio.....
un due tre, un due tre......il ritmo è tornato, la paura è in agguato ma la strada è quasi finita....
Applausi a liberare la tensione...sigarette e scrivere l'aria...qualche lacrima per i più sensibili....
Dall' alto le mani coperte di talco a salutare e ringraziare.....sotto: un cappello a girare tra la gente cercando spiccioli, la vita in discussione per sfide tra le nuvole e un pezzo di pane..
Freddo nelle parole ....incanti a proteggere il cuore....il tempo di partire, il tempo di restare e pezze di coraggio a coprire tagli nel vestito della vita....una sfida che un 'asta aiuta a cercare di vincerla....
Una valigia, sogni tra le cerniere, un'altra città, sempre una fune da percorrere......
mercoledì 30 settembre 2015
ti/ erre/ i/ esse/ ti/ e
un tendone, colori, rumori, gente che batte le mani, della sabbia, animali, corde, acrobati che piroettano in volo da trapezi, uomini forzuti, pagliacci con nasoni colorati e scarpe improbabili, donne snodate ad impressionare con il loro corpo, nani, il rumore di una frusta, dei baffi, un megafono, le luci che si spengono, un cannone gigantesco in mezzo alla piazza.un casco e un omino, un cane bianco e nero a seguire, una tutina da astronauta, lo sguardo quasi vuoto, senza pensieri.
Una volta, da bambino, voleva fare il giro del mondo su di un razzo, sognava pianeti e guardava la luna che con la sua faccia sembrava fare l'occhiolino....
Diventava grande, ma di testa, non nel corpo. La passione per il volo, la curiosità del vedere quel cielo che cambiava colore eppure era sempre blu.
I sogni che non stavano più nel cassetto, voglia di vivere avventure, e quel corpo che rimaneva piccolo.
Una mano, un pezzo di carta, una firma, un nuovo lavoro, forse buffo forse pericoloso, per lui importante.
Degli stivali in pelle, una tutina protetta con poco amianto,dei guanti simil motociclista, un casco, e un cannone come stanza dove poter condividere sogni e passioni...
Bum, lo sparo
Bum, l'aria a toccare la tuta
Bum, le guance strette e gli occhi a lacrimare
Bum, il cielo vicino e i ricordi a girare
Bum, una sirena
Bum, un letto, bende e tubicini, gente che chiede di te
Bum, sonno, forse no, ma gli occhi si chiudono.....
Lontano......gli applausi......
e un cane con le orecchie basse che aspetta..........
Una volta, da bambino, voleva fare il giro del mondo su di un razzo, sognava pianeti e guardava la luna che con la sua faccia sembrava fare l'occhiolino....
Diventava grande, ma di testa, non nel corpo. La passione per il volo, la curiosità del vedere quel cielo che cambiava colore eppure era sempre blu.
I sogni che non stavano più nel cassetto, voglia di vivere avventure, e quel corpo che rimaneva piccolo.
Una mano, un pezzo di carta, una firma, un nuovo lavoro, forse buffo forse pericoloso, per lui importante.
Degli stivali in pelle, una tutina protetta con poco amianto,dei guanti simil motociclista, un casco, e un cannone come stanza dove poter condividere sogni e passioni...
Bum, lo sparo
Bum, l'aria a toccare la tuta
Bum, le guance strette e gli occhi a lacrimare
Bum, il cielo vicino e i ricordi a girare
Bum, una sirena
Bum, un letto, bende e tubicini, gente che chiede di te
Bum, sonno, forse no, ma gli occhi si chiudono.....
Lontano......gli applausi......
e un cane con le orecchie basse che aspetta..........
martedì 24 marzo 2015
giuda......
Una strana giornata, l' orto davanti a me mi regala profumi che presto la mia memoria dimenticherà, il sole gioca con la mia fronte impreziosendola di gocce che si uniscono a quelle che lente scendono dai miei occhi.
Nella mia tasca trenta denari, testimoni di un' amore che troppo violento ha generato gelosia.
Era un mattino , quando lo sentii parlare davanti a gente sconfitta, malata, la mia testa viveva ancora di vino e azzardo della sera precedente...."un altro fenomeno" ...il mio pensiero, ma i suoi occhi e come gesticolava parlando, l' enfasi, e il calore della sua voce mi indussero a fermarmi e rimanere colpito anche dal suo corpo non certo da centurione.
Seguirlo e stargli vicino era diventata la mia missione, lo amavo per come faceva sentire le sconfitte: vittorie; i malati: sani....eravamo in un gruppetto che itinerante , portava verbo e speranza, ma a qualcuno sembrava che tutto generasse potere.
Tra di noi, un pescatore e un ex esattore erano quelli che lo seguivano di più, ma io l' amavo per quello che mi dava, e piano, presi a temere per lui, avevo paura che tutto finisse, non volevo che ci abbandonasse....personalmente ero già stato solo per troppo tempo, e il suo sorriso mi faceva arrabbiare per la troppa sicurezza che diventava quasi una sfida....parole e parole che piano diventavano troppo forti, gli altri a credersi un esercito, lui che non volevo cambiasse, che non mi parlava più come ad un fratello, ma come a un figlio...
Geloso del suo essere; poco tollerante nei suoi modi di fare che lo portavano a credersi chi "quel nome faceva paura a dirlo"; stufo di vedere che tutto non era più, un bicchiere a scaldarmi e un altro a sfogarmi....poi al terzo bicchiere, risposte a domande e un accento strano a promettermi trenta monete per potergli parlare....
Ora, i miei occhi bagnano il ricordo della vista di corde sulle sue mani e sputi sul suo volto...
Una corda, un nodo ad accarezzarmi, immaginando le sue braccia a cingermi e il suo sorriso a salutarmi...
L'ultimo respiro è il più brutto, senti che l'aria ti saluta, ti vengono in mente i pesci, non ti interessano più quei trenta denari, vuoi solo vederlo e dirgli : grazie di avermi dato una ragione, grazie di essere stato luce e gioia, ti chiedo scusa, ti ho amato e ti amerò sempre, ma purtroppo sono un uomo e vivo di tentazioni, di orgoglio, di sbagli, .....il sole è diventato buio.....e io rimarrò per sempre nella sua ombra, e il ricordo che lascerò sarà monito di sventura.....ma non ho tradito, l'amavo troppo.....chissà se qualcuno lo capirà....
Nella mia tasca trenta denari, testimoni di un' amore che troppo violento ha generato gelosia.
Era un mattino , quando lo sentii parlare davanti a gente sconfitta, malata, la mia testa viveva ancora di vino e azzardo della sera precedente...."un altro fenomeno" ...il mio pensiero, ma i suoi occhi e come gesticolava parlando, l' enfasi, e il calore della sua voce mi indussero a fermarmi e rimanere colpito anche dal suo corpo non certo da centurione.
Seguirlo e stargli vicino era diventata la mia missione, lo amavo per come faceva sentire le sconfitte: vittorie; i malati: sani....eravamo in un gruppetto che itinerante , portava verbo e speranza, ma a qualcuno sembrava che tutto generasse potere.
Tra di noi, un pescatore e un ex esattore erano quelli che lo seguivano di più, ma io l' amavo per quello che mi dava, e piano, presi a temere per lui, avevo paura che tutto finisse, non volevo che ci abbandonasse....personalmente ero già stato solo per troppo tempo, e il suo sorriso mi faceva arrabbiare per la troppa sicurezza che diventava quasi una sfida....parole e parole che piano diventavano troppo forti, gli altri a credersi un esercito, lui che non volevo cambiasse, che non mi parlava più come ad un fratello, ma come a un figlio...
Geloso del suo essere; poco tollerante nei suoi modi di fare che lo portavano a credersi chi "quel nome faceva paura a dirlo"; stufo di vedere che tutto non era più, un bicchiere a scaldarmi e un altro a sfogarmi....poi al terzo bicchiere, risposte a domande e un accento strano a promettermi trenta monete per potergli parlare....
Ora, i miei occhi bagnano il ricordo della vista di corde sulle sue mani e sputi sul suo volto...
Una corda, un nodo ad accarezzarmi, immaginando le sue braccia a cingermi e il suo sorriso a salutarmi...
L'ultimo respiro è il più brutto, senti che l'aria ti saluta, ti vengono in mente i pesci, non ti interessano più quei trenta denari, vuoi solo vederlo e dirgli : grazie di avermi dato una ragione, grazie di essere stato luce e gioia, ti chiedo scusa, ti ho amato e ti amerò sempre, ma purtroppo sono un uomo e vivo di tentazioni, di orgoglio, di sbagli, .....il sole è diventato buio.....e io rimarrò per sempre nella sua ombra, e il ricordo che lascerò sarà monito di sventura.....ma non ho tradito, l'amavo troppo.....chissà se qualcuno lo capirà....
venerdì 16 gennaio 2015
Gli occhi assonnati, stanchi.
Alzarsi comporta movimenti che il tempo ha reso difficili.
La schiena sembra parlarti ma tu non ascolti, le braccia tirano dai gomiti......non ti ricordi più a che punto sei arrivato nella lettura del libro, e stai ancora pensando a chi era quello che ti ha salutato stamattina.....sembra ieri che scendevi dalla moto tutto infangato, o che giocavi a pallone nei giardini fino a tardi; le lezioni a scuola e le poesie che fluivano veloci e sicure come i tuoi pensieri e i nomi dei tuoi amici che recitavi come un rosario.
La tua faccia davanti allo specchio si diverte a guardarti, piccola cresta, orecchino e pizzetto non servono a nasconderti; sopra gli occhi piccole rughe ti salutano, il bianco è il colore che comincia a giocare con quella specie di lanuggine che ogni tanto cerchi di tagliare.
Ti vedi seduto sopra una panchina , stai parlando con un numero cinque e chiacchierando lo senti raccontare di quando correva nei giardini o girava in bicicletta o della prima fidanzatina, poi di quando un treno lo scarrozzava per paesi distanti vestito di grigioverde, oppure ad assaggiare vini, o bruciare padelle...e mentre parla lo vedi che continua a guardare l'orologio, impaziente....."aspetta qualcuno?"una domanda che come risposta ha un altro numero cinque che si avvicina e si siede tra te e lui.
I nomi non servono, sai che sono lì a raccontarsi storie, viaggi, sensazioni che ti sono appartenuti e che oggi ricordi, senza rimpiangerli, sai che le presentazioni sono inutili, sono due numeri, due cinque, uguali, si alzano, e un tappo salta nell'aria, la bottiglia di sogni e speranze versa nel bicchiere strette di mano e parole......un calice al vento, cinquantacinque.......e sorrido.....
Alzarsi comporta movimenti che il tempo ha reso difficili.
La schiena sembra parlarti ma tu non ascolti, le braccia tirano dai gomiti......non ti ricordi più a che punto sei arrivato nella lettura del libro, e stai ancora pensando a chi era quello che ti ha salutato stamattina.....sembra ieri che scendevi dalla moto tutto infangato, o che giocavi a pallone nei giardini fino a tardi; le lezioni a scuola e le poesie che fluivano veloci e sicure come i tuoi pensieri e i nomi dei tuoi amici che recitavi come un rosario.
La tua faccia davanti allo specchio si diverte a guardarti, piccola cresta, orecchino e pizzetto non servono a nasconderti; sopra gli occhi piccole rughe ti salutano, il bianco è il colore che comincia a giocare con quella specie di lanuggine che ogni tanto cerchi di tagliare.
Ti vedi seduto sopra una panchina , stai parlando con un numero cinque e chiacchierando lo senti raccontare di quando correva nei giardini o girava in bicicletta o della prima fidanzatina, poi di quando un treno lo scarrozzava per paesi distanti vestito di grigioverde, oppure ad assaggiare vini, o bruciare padelle...e mentre parla lo vedi che continua a guardare l'orologio, impaziente....."aspetta qualcuno?"una domanda che come risposta ha un altro numero cinque che si avvicina e si siede tra te e lui.
I nomi non servono, sai che sono lì a raccontarsi storie, viaggi, sensazioni che ti sono appartenuti e che oggi ricordi, senza rimpiangerli, sai che le presentazioni sono inutili, sono due numeri, due cinque, uguali, si alzano, e un tappo salta nell'aria, la bottiglia di sogni e speranze versa nel bicchiere strette di mano e parole......un calice al vento, cinquantacinque.......e sorrido.....
venerdì 12 settembre 2014
dedicato
Parole che come onde ti arrivano addosso mostrandoti forza e potenza. Parole che sembrano dardi a colpire bersagli. Parole che speravi di non sentire e invece combatti . Parole che dicono niente e tutto accompagnate da respiri e silenzi. Attimi che non senti piu' niente, attimi che come in una giostra il cuore ti arriva in gola. Attimi che non sei pronto e non vuoi esserlo. Non distingui piu' la luce dallo scuro, come un pugile suonato ti siedi all'angolo e vedi come in un film tutti i ricordi che ti passano davanti e ti salutano. Vorresti fermarli ma e' cambiato il senso, non c'e' piu' ritmo. Il tempo, dicono, ti aiutera'....l'altra volta ha vinto la sua mano con carte bruttissime , barando.....non ti puoi fidare....aspetti in un angolo , speri in un una carezza che diminuisca la malinconia, ma un furgone arriva e scarica casse che la tua casa non puo' ricevere, la tua testa e' vuota , connessa col nulla , i ricordi si spezzano in frammenti e non riesci a capire che hai perso....storie, racconti, non fanno piu' per te, i sogni sono partiti e chissa' se torneranno....gli occhiali ormai sono sul tavolino, non c'e'sole ma stropicci lo stesso gli occhi, vai alla finestra e ...immagini un mazzo di tulipani
lunedì 8 settembre 2014
Ultimi romantici
Ultimi romantici....una scritta in corsivo sopra un muro fatta con lo spray....flashback....un ragazzo pieno di sogni che voleva diventare un astronauta e leggeva articoli su articoli dello sbarco sulla luna. La macchinina a pedali posteggiata ormai da anni in magazzino e la borsa dei libri per andare a scuola perennemente scucita.ore di lezioni ad imparare verbi , declinazioni, qualche parola di latino, matematica sempre a rendere difficile il tutto e disegno a far capire che le inclinazioni non sono del grande pittore. Poi i primi soli a mostrare che lo sport sviluppa , la mente viaggia e il lavoro nobilita...fuori nel dehor a portare piatti e fare in modo che uno stipendio ti faccia comprare la moto che come passione ti fara' conoscere i sentieri della tua terra. Qualche anno ancora ed eccoti con diplomi ed encomi gastronomici a parlare di vini e cibi, ma sei un pivello, arrogante e presuntuoso data l'eta'. La famiglia ti sta stretta , credi di essere un fenomeno e la prima sberla ti prende sulla faccia stendendoti al tappeto. Credevi di aver toccato il cielo con un dito e invece devi ripartire daccapo. Le maniche alte, la voglia tanta e finalmente un po' di umilta'. Gli anni passano e tu sei sempre il solito ragazzino che vuole correre in moto e vivere di fiabe. Realta', la gente continua a dirti "realta'" ma non sa che le fiabe creano sogni che sono il motore del tuo ego....un romantico, che prende tutto lo mescola e lo distribuisce come un mazzo di carte su di un tavolo. A te non interessa la mano, ma il gioco, il poter tenere le carte sperando che ti raccontino storie, re, regine, fanti , numeri e semi diversi si integrano come ingredienti di un piatto. Hai sempre la testa nelle ricette, di altro non vivi, diventare grande? Mai!!!! Ora sei su di un treno e viaggi, avanti e indietro, sei viaggiatore di pensieri e turista di idee, poi ripassi davanti a quel muro e rileggi.....ti rivedi a Mougins, Poi ad Alassio, A Bruxelles, Argenta e insieme vedi tante persone che hai conosciuto e la pensano come te....ULTIMI romantici, sperando di rimanerlo fino alla fine e continuare a vivere di favole e sogni con Bianconiglio che da le carte e Cenerentola che serve da bere e cercando di non fare rumore per non svegliare la bella addormentata nel bosco che Puck protegge da anni....domani sara'un altro giorno e con lui speriamo un'altra storia.
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